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Comitato tecnico scientifico

Pier Giuseppe Pelicci

Pier Giuseppe Pelicci, MD, PhD

Il prof. Pier Giuseppe Pelicci è Direttore Area Ricerca e Chairman del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dello IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano. È inoltre professore ordinario di Patologia Generale presso l’Università degli Studi di Milano, Presidente della SEMM – Scuola Europea di Medicina Molecolare e Coordinatore Scientifico di ACC – Alleanza Contro il Cancro, una rete di 28 ospedali IRCCS promossa e coordinata dal Ministero della Salute, impegnata nella messa a punto di sperimentazioni cliniche multicentriche basate su meccanismi molecolari.

Con una laurea in Medicina, una specializzazione in Medicina Interna e un PhD in Biologia Molecolare, ha dedicato la sua vita alla ricerca in campi con un impatto significativo sull’attuale approccio al trattamento dei pazienti oncologici, come l’identificazione e la caratterizzazione funzionale di PML-RAR e di NPM mutato.

Più recentemente ha focalizzato le sue ricerche sulla caratterizzazione biologica e molecolare delle cellule staminali normali e tumorali, sui meccanismi di danno al DNA, sulla chemioresistenza nella leucemia e sull’obesità come fattore di rischio tumorale.

Salvatore Siena

Salvatore Siena, MD

Salvatore Siena è professore ordinario di Oncologia Medica nel Dipartimento di Oncologia e Emato-Oncologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Milano (La Statale). È inoltre direttore della Struttura Complessa Oncologia Falck, del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare e del Niguarda Cancer Center del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.

Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Pavia e si è specializzato presso l’Università di Pavia, il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York e il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. Prima della posizione attuale ha lavorato come ricercatore, assistente e vice-direttore presso l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano e l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano). Si occupa della cura delle persone con tumore e della ricerca e sviluppo di migliori terapie oncologiche.

I suoi programmi di ricerca clinica, perlopiù di fase I e II, riguardano i carcinomi, soprattutto del colon, del retto, delle vie biliari, del pancreas, del polmone, delle vie urinarie e a sede primitiva ignota. Le scoperte e i risultati clinici sono pubblicati in articoli scientifici riportati nella sua bibliografia NCBI.

La rilevanza di questi studi è documentata dai dati bibliometrici di Scopus, con 52.876 citazioni e h-index 92. L’attività di ricerca è finanziata dalla Comunità Europea, dalla Fondazione AIRC, dalla Fondazione Oncologia Niguarda, dal Ministero della Salute e dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) di Regione Lombardia.

Collabora con clinici e ricercatori del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, dell’Università degli Studi di Milano e di altre istituzioni nel mondo, tra cui l’Università degli Studi di Torino, IFOM, INGM, il Vall d’Hebron Institute of Oncology (VHIO), l’Istituto Nazionale Tumori, l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), l’Istituto Oncologico Veneto (IOV) e aziende di biotecnologia e farmaceutiche.

Le sue scoperte rilevanti per la pratica clinica sono: la mobilizzazione e il trapianto di cellule staminali del sangue (1989); il ruolo delle mutazioni di RAS e BRAF per la terapia del carcinoma del colon-retto (2007); lo sviluppo di terapie oncologiche a bersaglio molecolare, tra cui prototipi di terapie anti EGFR, HER2, BRAF, NTRK, ROS1 e ALK per i carcinomi del colon-retto e altri tumori (dal 2004 a oggi).

È autore o co-autore e principal investigator delle sperimentazioni cliniche che hanno portato alla registrazione, o all’inclusione in linee guida internazionali, delle seguenti terapie: ciclofosfamide e/o fattori di crescita ematopoietici per la mobilizzazione e il trapianto di cellule staminali del sangue (1989); darbepoetina per tumori solidi (2002); pegfilgrastim per tumori solidi (2003); cetuximab per carcinomi del colon-retto (2004); panitumumab per carcinomi del colon-retto (2007); denosumab per tumori solidi (2010); nab-paclitaxel per carcinomi del pancreas (2013); sorafenib per tumori della tiroide (2014); regorafenib per carcinomi del colon-retto (2015); trastuzumab-lapatinib per carcinomi del colon-retto HER2-amplificati (2015); trifluridina tipiracil per carcinomi del colon-retto (2017); binimetinib-encorafenib-cetuximab per carcinomi del colon-retto BRAF-mutati (2019); entrectinib per tumori solidi NTRK- o ROS1-traslocati (2019); trastuzumab deruxtecan per carcinomi del colon-retto (2021); temozolomide per l’induzione di immuno-suscettibilità nei carcinomi del colon-retto con stabilità microsatellitare (2022).

Dal 2015 Thomson Reuters/Clarivate Analytics lo indica fra “The World’s Most Influential Scientific Minds” e “Highly Cited Researchers”. È membro delle società scientifiche ESMO e ASCO, dello Scientific Advisory Board della Fondazione INGM, dell’ESMO Gastro-Intestinal Tumors Faculty Group ed è Presidente della Fondazione Oncologia Niguarda.

Nel 2020 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il Premio FIRC Guido Venosta “per aver realizzato attraverso una esemplare sinergia tra ricerca pre-clinica e terapia nuove tecniche diagnostiche e nuovi approcci al trattamento del tumore al colon”.

Paolo Dellabona

Paolo Dellabona, MD, PhD

Paolo Dellabona ha conseguito la laurea in Medicina e il dottorato di ricerca in Genetica Umana presso l’Università di Torino.

Dal 1992 è co-responsabile, con Giulia Casorati, dell’Unità di Immunologia Sperimentale e dal 2014 al 2023 ha diretto la Divisione di Immunologia, Trapianti e Immunità Infettiva dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano.

Ha contribuito con Giulia Casorati e Antonio Lanzavecchia alla scoperta delle cellule T ristrette per CD1 e delle cellule Natural Killer T (NKT), che rimangono il suo principale argomento di ricerca.

Il laboratorio Casorati-Dellabona studia aspetti fondamentali della biologia di questi due tipi cellulari e ha svelato il ruolo fondamentale della modulazione del segnale del TCR e della regolazione post-trascrizionale dipendente dai miRNA nel controllo dello sviluppo e della funzione di queste cellule.

Parallelamente, il laboratorio ha dimostrato il ruolo protettivo delle cellule NKT nei tumori maligni sia ematologici sia solidi, mediato dalla modulazione del microambiente tumorale. Recentemente ha anche scoperto che le cellule T autoreattive ristrette per le molecole CD1 sono sorprendentemente frequenti nel sistema immunitario.

Inoltre, una classe di queste cellule T riconosce un antigene lipidico prodotto dalle neoplasie ematologiche (acido metil-lisofosfatidico), delineando un nuovo approccio di immunoterapia adottiva per leucemie acute e linfomi.

Fabrizio d’Adda di Fagagna

Fabrizio d’Adda di Fagagna, PhD

Sono un biologo molecolare e cellulare con vent’anni di esperienza come leader di un gruppo di ricerca. Ho dedicato la mia vita professionale alla comprensione dei meccanismi biologici critici alla base dell’invecchiamento e del cancro.

Lavoro presso l’IFOM (Milano) e l’IGM-CNR (Pavia).

Insieme al mio gruppo studiamo la connessione tra danno al DNA e malattia. Il mio team e io siamo ampiamente riconosciuti per le nostre scoperte sulla biologia dei telomeri e sulla senescenza cellulare.

Ho ricevuto due volte l’Advanced Grant del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) e sono membro dell’Organizzazione Europea di Biologia Molecolare (EMBO).

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